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  • Francesca Battaglia - psicoterapeuta Bologna

    Relazioni disfunzionali

    Psicoterapeuta Bologna

Relazioni sane vs Relazioni tossiche

Esistono molteplici tipologie e modi di stare in relazione con l’altro.
Nei rapporti sani e funzionali i partner si riconoscono come individui autonomi, arricchendosi delle reciproche somiglianze e differenze. È una relazione in cui le due parti, con amore e fiducia, cercano di evolvere, maturare e crescere insieme, garantendosi libertà nelle scelte, nello sviluppare hobby, passioni ed interessi.
In queste sane relazioni di coppia le persone si sostengono a vicenda, dimostrano reciproca empatia e compassione e vi è un equilibrio tra il dare e il ricevere. Queste relazioni non sono sinonimo di perfezione e qualora dovessero presentarsi dei disaccordi, cosa assolutamente normale, i soggetti sono in grado di risolverli in un modo che sia soddisfacente per entrambi e non si traduca nell’imposizione della volontà di uno sull’altro.

Esistono anche relazioni insane spesso considerate tossiche in quanto sono emotivamente e, talvolta, fisicamente dannose per il soggetto.
Il termine è stato usato per la prima volta da Lillian Glass, nel suo libro del 1995 Toxic People, per indicare una relazione basata sul conflitto, sulla competizione e sulla necessità per una persona di controllare l’altra.
Ritrovarsi nel circolo vizioso delle relazioni tossiche è più facile di quanto possa sembrare poiché si tratta di relazioni d’amore che, all’inizio, sembrano funzionare bene ma in realtà è solo apparenza.
È possibile quindi sentirsi incastrati in una relazione o in un rapporto che non funziona più, eppure si continua a portarlo avanti, con conseguenze disastrose per l’autostima e il benessere personale.
Queste relazioni tossiche prosciugano le energie della persona e fanno sentire senza via d’uscita. Risulta determinante essere in grado di riconoscere i segnali di una relazione tossica e sapere come provare a poterne uscirne.

Come riconoscere una relazione tossica?

Le persone tossiche non mostrano il loro lato negativo all’inizio della relazione anzi, appaiono essere il partner ideale. Successivamente, col passare del tempo, iniziano a mostrare la loro vera natura e si rivelano controllanti, esigenti ed emotivamente violenti nei confronti del loro partner. I segni di una relazione tossica e dannosa possono includere:

  • Tentativi di isolare il partner dalla famiglia e dagli amici per limitarne il sostegno e aumentare la dipendenza dalla relazione con conseguente senso di essere “imprigionati”.
  • Disaccordi e discussioni persistenti in quanto il partner controllante rimprovera sempre, sminuisce e umilia l’altra persona o critica i suoi tentativi di fare qualcosa di positivo e/o indipendente. In questi frequenti litigi l’obiettivo diventa “smontare” l’altro e non vi è interesse di incontrarsi in un terreno comune in cui trovare maggiore serenità, bensì solo tentare di ferire l’altro.
  • Colpevolizzare rispetto alle responsabilità negative in quanto una persona tossica non ha alcun senso di responsabilità personale per le cose e gli eventi negativi in una relazione. Il partner rimarca i punti deboli dell’altro e cerca di indurre un continuo senso di colpa.
  • Gelosia e disonestà. Un classico esempio è l’accusa al partner di flirtare, uscire o persino avere una relazione sessuale con qualcuno al di fuori della relazione quando invece è la persona controllante o tossica che si può impegnare attivamente e apertamente in questi stessi comportamenti.
  • Manipolazione. Queste persone tendono a negare i problemi, a sviare l’altra persona, manipolano gli eventi o tentano di ricostruire la storia per mettersi in buona luce.
  • Cedere a tutto. Un segnale di relazione tossica è rendersi conto di stare cedendo a tutto, anche a cose che si reputano moralmente, personalmente o eticamente discutibili solo per rendere felice l’altra persona.
  • Violenza fisica. Se si verificano botte, calci, pugni, schiaffi è bene uscire prima possibile dalla relazione, cercando aiuto poiché nessun tipo di amore include la violenza, la quale non va scambiata per “passione”.
  • Violenza verbale. Più sottile di quella fisica ma ugualmente dolorosa, spesso la rabbia si manifesta sotto forma di svalutazioni, sarcasmo, offese.
  • Sensazioni di malessere:
    • diminuzione delle energie e senso di fatica, in quanto le relazioni tossiche comportano un grande investimento in termini di energia mentale. Si pensa di continuo alla relazione e a come comportarsi, continuando a rimuginare e preoccupandosi molto per sé e per le reazioni dell’altro. Si perde serenità e i continui conflitti e le discussioni esasperanti portano a una sensazione di affaticamento e scoraggiamento;
    • ansia, causata comprensibilmente dall’avere a che fare con persone che creano pretesti per litigare e sono molto abili a individuare e colpire i punti deboli dell’altro;
    • abbassamento dell’autostima come conseguenza della svalutazione continua e delle difficoltà che ci si trova ad affrontare ogni giorno nella relazione, che risucchia energie, serenità e benessere.
  • Paura di finire la relazione.

Tipologie di relazione tossica

Alcuni schemi di comportamento in grado di generare una relazione tossica possono essere:

  1. la relazione sado-mascochistica in cui vi è un incastro patologico tra una personalità masochistica (tipica in soggetti maltrattati fin da piccoli) e una sadica. Secondo lo psicologo americano Emmanuel Hammer, il masochista è una persona che nella sua infanzia ha imparato che la sofferenza è il prezzo da pagare per la relazione. I suoi genitori, infatti, erano tendenzialmente assenti, e intervenivano diventando più affettuosi solo quando lui stava male o era in pericolo. In questo modo, il bambino – che si sente privo di valore per la mancanza di attenzioni – impara che se soffre abbastanza riesce a ottenere un certo interessamento. Ciò che si instaura è che soffrire per mantenere un legame è meglio che rimanere soli;
  2. la dipendenza affettiva in cui le persone non riescono a fare a meno l’uno dell’altra investendo tutte le proprie energie nella relazione ed escludendo le altre. O entrambi i partner sono co- dipendenti, alimentando reciprocamente l’ansia e la difficoltà a separarsi, o, una delle due persone è indipendente e sfrutta l’altra per soddisfare i propri bisogni (il partner sfruttatore è spesso narcisista e alimenta la propria autostima appoggiandosi sulla parte dipendente della coppia);
  3. innamorarsi della persona sbagliata rivolgendo tutte le proprie energie ad una persona che in realtà non è disponibile (perché sposata per esempio), oppure che non fa per noi. Queste relazioni possono durare anche tanto perché la persona innamorata spera di poter cambiare se stesso o l’altro, e che ciò porterà entrambi a essere felici. Ciò che avviene più spesso è che l’altro o si disinteressa o si approfitta di questi sentimenti, creando così dinamiche tossiche.

Cosa fare se ci si accorge di essere in una relazione tossica?

È possibile uscire da una relazione tossica e scardinarla con l’obiettivo di crearne una positiva, solidale e sana ed è possibile farlo anche col partner tossico qualora sia disposto a fare il lavoro per fare questi cambiamenti e per imparare nuovi modi per comunicare e interagire.

Suggerimenti:

  • Curarsi di nuovo di sé trovando il tempo per sé stessi è un passo fondamentale per la guarigione e il riequilibrio delle priorità.
  • Recuperare le relazioni sacrificate per la relazione tossica, ricostruire o riconnettersi con amici e familiari che ti amano e si prendono cura di te aiuta ad allineare la guarigione emotiva con le relazioni positive con persone di fiducia.
  • Psicoterapia e supporto psicologico sono fondamentali per comprendere le dinamiche relazionali distruttive di un partner tossico consentono di lavorare sulla propria parte collusiva con questo schema e che porta verso relazioni tossiche (per esempio la tendenza a dipendere dall’altro, o a scegliere partner maltrattanti). La terapia aiuta anche a recuperare e/o creare la sicurezza in sé e l’autostima, necessarie per prepararsi ad un nuovo modo di stare in relazione.
  • Chiedere aiuto in caso di situazioni gravi, se cioè il partner maltratta o perseguita non bisogna esitare a parlarne con qualcuno che possa aiutare, o eventualmente allertare le forze dell’ordine.

In questa breve presentazione mi sono soffermata sul delineare gli incastri patologici di coppia ma esistono relazioni tossiche, anche in altri ambiti come ad esempio in ambito familiare (un padre, una madre, una sorella ecc) o in amicizia o nel lavoro. Anch’esse fanno soffrire, avvelenano, stancano, sono fonte di ansia ed è difficile liberarsene ma una volta riconosciute è possibile lavorarci su.

Non dobbiamo mai rimanere in una relazione tossica con una persona che non è incline e aperta a un possibile lavoro di cambiamento e abbiamo diritto di proteggerci.

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