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    Dipendenze patologiche e new addiction

    Psicoterapeuta Bologna

COSA SI INTENDE PER DIPENDENZE PATOLOGICHE?

Le persone diventano dipendenti da esperienze (sostanze o comportamenti/oggetti) che possono modificare l’umore e le sensazioni andando a compromettere il funzionamento del soggetto su diversi piani: emotivo, affettivo, cognitivo, relazionale, sociale ed economico.

Con l’espressione dipendenza patologica si definisce una forma morbosa determinata dall’uso distorto di una sostanza, di un oggetto o di un comportamento; una specifica esperienza caratterizzata da un sentimento di incoercibilità e dal bisogno coatto di essere ripetuta con modalità compulsive, ovvero una condizione invasiva in cui sono presenti fenomeni del craving, dell’assuefazione e dell’astinenza in relazione a un’abitudine incontrollabile e irrefrenabile che il soggetto non può allontanare da sé.
Peele (1985) ha messo in evidenza nel suo “The Meaning of addiction” che la dipendenza può scaturire da qualsiasi potente esperienza la cui sensorialità ha lo scopo di alleviare il dolore, l’ansia o altri stati emotivi negativi attraverso una diminuzione della coscienza o un innalzamento della soglia di sensibilità e pertanto tutte le esperienze efficaci nell’alleviare il dolore potranno inevitabilmente essere fonte di dipendenza.

CLASSIFICAZIONE DIAGNOSTICA

Il DSM V raggruppa 11 classi di disturbi correlati a sostanze: alcool, caffeina, cannabis, allucinogeni, inalanti, oppiacei, sedativi/ipnotici/ansiolitici, stimolanti, tabacco, altre sostanze, non correlati a sostanze (gambling).

Criteri diagnostici per il Disturbo da Uso da Sostanze nel DSM-5

Una modalità patologica d’uso della sostanza che conduce a disagio o compromissione clinicamente significativi, come manifestato da almeno due delle condizioni seguenti, che si verificano entro un periodo di 12 mesi:

  1. la sostanza è spesso assunta in quantità maggiori o per periodi più prolungati rispetto a quanto previsto dal soggetto;
  2. desiderio persistente o tentativi infruttuosi di ridurre o controllare l’uso della sostanza;
  3. una grande quantità di tempo viene spesa in attività necessarie a procurarsi la sostanza (per es., recandosi in visita da più medici o guidando per lunghe distanze), ad assumerla (per es., fumando “in catena”), o a riprendersi dai suoi effetti;
  4. craving o forte desiderio o spinta all’uso della sostanza;
  5. uso ricorrente della sostanza che causa un fallimento nell’adempimento dei principali obblighi di ruolo sul lavoro, a scuola, a casa;
  6. uso continuativo della sostanza nonostante la presenza di persistenti o ricorrenti problemi sociali o interpersonali causati o esacerbati dagli effetti della sostanza;
  7. importanti attività sociali, lavorative o ricreative vengono abbandonate o ridotte a causa dell’uso della sostanza;
  8. uso ricorrente della sostanza in situazioni nelle quali è fisicamente pericolosa;
  9. uso continuato della sostanza nonostante la consapevolezza di un problema persistente o ricorrente, fisico o psicologico, che è stato probabilmente causato o esacerbato dalla sostanza;
  10. tolleranza, come definita da ciascuno dei seguenti: a) il bisogno di dosi notevolmente più elevate della sostanza per raggiungere l’intossicazione o l’effetto desiderato; b) un effetto notevolmente diminuito con l’uso continuativo della stessa quantità della sostanza;
  11. astinenza, come manifestata da ciascuno dei seguenti: a) la caratteristica sindrome di astinenza per la sostanza (riferirsi ai Criteri A e B dei set di criteri per Astinenza dalle sostanze specifiche); b) la stessa sostanza (o una strettamente correlata) è assunta per attenuare o evitare i sintomi di astinenza.

Oltre ai disturbi correlati a sostanze è presente in questo capitolo del manuale anche il disturbo da gioco d’azzardo patologico, che è un disturbo in assenza di sostanza intesa come consumo fisico e che svincola dal pensiero culturale che lo intendeva come vizio: entra a far parte delle condotte patologiche.

COME SI DISTINGUE UNA DIPENDENZA DA ALTRI COMPORTAMENTI?

Si deve considerare che esistono importanti diversità nell’universo di chi assume sostanze poichè il rapporto soggetto-sostanza non è unico e uguale per tutti i consumatori. Pur considerando la medesima sostanza e soggetti con uguali condizioni psicopatologiche, è possibile distinguere almeno quattro pattern di relazione: uso, abuso, dipendenza e mania.
L’uso (cioè una assunzione di sostanza che non comporta problemi di nessun tipo) di sostanze potenzialmente tossiche è certamente possibile: nella nostra cultura questo è evidente per l’alcol, dove, a fianco di moltissimi alcolisti, esistono consumatori che mai, in vita loro, manifestano problematiche alcolcorrelate.
L’assunzione di sostanza che causa problemi non di per sè, ma esclusivamente in relazione al contesto in cui avviene, è un abuso (cfr. DSM IV); il contesto può essere di tipo normativo (divieti per Legge), di tipo sanitario (protezione da rischi), di tipo relazionale (conflittualità).
La dipendenza è la necessità di assumere la sostanza per compensare una alterazione dell’omeostasi (biopsicologica) dell’individuo indotta dalla sostanza stessa, che ne compromette la funzionalità.
Nella dipendenza, l’assunzione di sostanza restituisce al soggetto in astinenza una condizione di apparente equilibrio che mima la “normalità”.
La distinzione tra dipendenza fisica e dipendenza psichica è superata e fuorviante: i sistemi interessati dal meccanismo della dipendenza rappresentano l’anello di congiunzione tra cervello e mente, tra biologico e psicologico, tra soma e psiche e non si dà l’uno senza l’altro.

NEW ADDICTION

La storia delle sostanze e delle conseguenti dipendenze da esse è assai diversa dalla storia delle dipendenze senza sostanze. Sicuramente sono dipendenze dell’era moderna; e proprio per questo motivo vengono denominate “nuove” dipendenze.
Tutte le new addiction hanno molte caratteristiche tipiche della dipendenza e hanno come scopo principale il cambiamento della percezione di sé e dell’ambiente circostante e sono volte a modificare lo stato di coscienza ordinario il cui disagio e la cui sofferenza non possono essere regolati altrimenti. Non esiste una classificazione ufficiale che inquadri queste condotte disfunzionali in precise categorie diagnostiche (Caretti, La Barbera, 2012) ma sono presenti numerosi studi e osservazioni cliniche riguardanti soprattutto:

  • TECNODIPENDENZE;
  • DIPENDENZA SESSUALE;
  • DIPENDENZA DA LAVORO;
  • DIPENDENZA AFFETTIVA;
  • DIPENDENZA DAGLI ACQUISTI;
  • FITNESS ADDICTION.

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