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Adolescenza come tempo di lutto, separazione e solitudine ma anche come prima occasione in cui
il soggetto può confrontarsi con la realtà del proprio desiderio.
Il periodo dell’adolescenza può essere definito in tanti modi, uno dei quali può essere: il periodo in
cui il soggetto incontra la propria unicità e particolarità, al di là di quello che gli adulti hanno voluto
o hanno scelto per lui. Non sarà facile per il ragazzo riconoscere questo desiderio, soprattutto non
sarà facile assumersene la responsabilità. Si potranno presentare difese, regressioni, potranno
insorgere sintomi più o meno allarmanti oppure si potrà essere aiutati a cogliere in questo lavoro
di assunzione della propria particolarità il compito più appassionante che un uomo si possa dare.
Per quanto oggi si tratti tanto e ovunque di adolescenza, è solo dagli inizi del 1900 che si
incomincia a parlare di questo concetto: fino ad allora si faceva coincidere lo sviluppo fisico
dell’individuo, ossia la maturazione del corpo, con la possibilità di assumersi ruoli sociali adulti come lavorare, sposarsi, educare i figli.
Il passaggio che allora dipendeva dalla biologia, oggi viene
invece visto come sociale, culturale e psichico.
Le trasformazioni puberali del corpo assumono nell’adolescenza il significato di un pericolo da cui
difendersi. Per molti autori che si sono occupati e che si occupano di adolescenza, l’adolescente
deve essere accompagnato nella sua costruzione particolare e unica, del suo modo di stare al
mondo, di saper stare nella relazione con l’altro, di sapere stare nel proprio corpo. La comparsa sul
corpo dei caratteri sessuali secondari e tutti i cambiamenti di questo momento, sono fenomeni
non controllabili per i ragazzi, estranei, nuovi e dunque pericolosi. Esperienze in cui il ragazzo e la
ragazza non possono più essere soccorsi dai genitori: se il bambino aveva potuto delegare il
genitore nella gestione e nell’educazione del proprio corpo, della propria sessualità,
nell’adolescenza questo non è più possibile. Il dramma adolescenziale parte proprio da questa
trasformazione del corpo: la pubertà non potrà più essere disciplinata, gestita dall’autorità
parentale, ma dovrà trovare una sua strada un suo percorso. Questo costituisce un’esperienza
traumatica ed è il momento in cui classicamente vediamo insorgere sintomi come l’anoressia, la
bulimia, l’obesità come obiezione alla pubertà, all’assunzione del proprio sesso o ancora il
momento in cui vediamo insorgere tossicomanie come risposta alla difficoltà dell’incontro con
l’altro sesso.
L’adolescenza segna un periodo di crisi e mutamento profondi in quanto l’adolescente è alle prese con:
Il sostegno all’adolescente è da sempre una delle mie più grandi passioni poiché da esso, si definirà l’adulto che si diventerà, il quale, più sarà aderente con la sua autenticità e con le sue verità, meglio starà.
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